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Ultima nata in casa Finlad

la Ledi Servizi Editoriali è lo strumento col quale il gruppo Ladisa ha ampliato l’orizzonte dei propri interessi, estendendoli al mondo dell’editoria e dell’informazione.


La Società

Un ampliamento di prospettive che non nasconde le ambizioni di una holding giovane e dinamica e fortemente intenzionata a rilanciare l’immagine del Mezzogiorno e della sua imprenditoria migliore, anche attraverso la diversificazione e l’internazionalizzazione delle proprie attività.
Principale “mission” della Ledi è stata l’acquisizione e il rilancio della Gazzetta del Mezzogiorno, la storica testata di Puglia e Basilicata che, dopo 133, rischiava di scomparire dal mondo editoriale italiano a causa del fallimento della precedente società editrice.
Non si è trattato però di un semplice “salvataggio”, quanto piuttosto di una sfida, un’operazione tesa a preservare e ampliare le prospettive dell’informazione nell’Italia meridionale, segnando una ripartenza del quotidiano pugliese e lucano attraverso l’adozione di strumenti informativi al passo con i tempi e in grado di supportare il tradizionale prodotto cartaceo, creandouna relazione virtuosa con il web.
Il senso della sfida è appunto questo: in un’epoca in cui il tempo dedicato alla lettura va sempre più riducendosi, spesso in favore di un’informazione spicciola e non sempre attendibile, puntare sull’approfondimento, sulla credibilità, sul giornalismo di inchiesta, per far arrivare ovunque la voce, le istanze della società civile meridionale, della sua imprenditoria più sana, ma anche per preservare un’identità culturale, delle radici, che la cosiddetta “globalizzazione” vorrebbe invece appiattire.

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I PERCHÈ DI UNA SCELTA

Dobbiamo moltissimo a questo territorio


e adesso, proprio per questo motivo, è il momento giusto, utile, doveroso per ricambiare.

Con queste parole i fratelli Sebastiano e Vito Ladisa hanno spiegato l’intima motivazione che li ha spinti a scendere in campo a favore della Gazzetta del Mezzogiorno, una scelta coraggiosa, alla luce di quello che è senza dubbio uno dei momenti più difficili attraversati dal mondo editoriale internazionale. Perché la “Gazzetta”, hanno ricordato “è un’istituzione e quando si ha la responsabilità di un’istituzione, la trepidazione di tutti noi raddoppia, il senso della sfida ti cattura il cuore e la mente”.
E il mondo imprenditoriale non può rimanere indifferente davanti a un’istituzione in crisi. Ora l’obiettivo è la trasformazione della “Gazzetta del Mezzogiorno” in un modello di impresa editoriale, sfruttando le risorse e le professionalità di tutti i suoi dipendenti a favore della crescita dei territori di riferimento. Perché due regioni come la Puglia e la Basilicata, ricche di storia, ambizioni e risorse, non possono rinunciare ad avere una propria voce, lasciando ad altri il compito di raccontarle.


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IL QUOTIDIANO

La Gazzetta del Mezzogiorno ha una storia lunga ben 133 anni che risale al 1887 anno in cui Martino Cassano, pioniere della stampa barese, fondò il “Corriere delle Puglie”, facendolo diventare nel giro di pochi anni il quotidiano più letto e diffuso della regione, fino a raggiungere, nei primi anni del Novecento, anche la Basilicata.

Nel 1922, per opera di Raffaele Gorjux e Leonardo Morisco, nacque “La Gazzetta di Puglia” che due anni più tardi, una volta cessate le pubblicazioni del “Corriere”, ne assorbì la testata unificandola a quella della Gazzetta. E’ quindi del 26 febbraio del 1928 l’adozione della testata definitiva di “La Gazzetta del Mezzogiorno”, che continua tutt’oggi a riportare, nel sottotestata, anche le due precedenti denominazioni.
Attualmente “La Gazzetta del Mezzogiorno” è presente, con redazioni e giornalisti, in tutti i capoluoghi di Puglia e Basilicata e, attraverso un fitto reticolo di collaboratori e corrispondenti, può vantare una capillare copertura dei due territori regionali. Alla tradizionale edizione cartacea sono abbinati anche un’edizione digitale e un sito internet il cui notiziario registra una crescita costante di contatti e lettori. Ed è proprio il lettorato uno dei punti di forza del quotidiano: 500mila lettori nel giorno medio con uno dei più alti rapporti di utenti per singola copia.
Dall’autunno del 2020, “La Gazzetta del Mezzogiorno” è stata dichiarata Bene culturale dal Mibact, che ha messo sotto tutela il suo marchio e il suo archivio storico.

IL CODICE ETICO

Nel mese di novembre 2019 la Finlad si è dotata di un codice etico aziendale, successivamente esteso a tutto il Gruppo.
Nel Codice etico di Gruppo sono rappresentati i principi generali (trasparenza, correttezza e lealtà) cui si ispira lo svolgimento e la conduzione delle attività. Lo stesso codice è stato esteso anche all’attività e ai dipendenti della Ledi e, nella fattispecie, è stato integrato con le norme contenute nel Testo unico dei doveri del giornalista, approvato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.
Gli stessi principi etici di trasparenza, correttezza e lealtà vincolano anche, oltre ai dipendenti, lo stesso dell’editore.
 
Ledi srl / Viale Francesco De Blasio snc
70123 Bari / P.iva 08410170727 - REA BA624759
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